lunedì 29 maggio 2017

Mozione approvata alla unanimità dalla Assemblea degli iscritti alla Sezione di Gallarate della Associazione Mazziniana Italiana

Sezione Giuseppe Tramarollo – Gallarate

…… “Pur nondimeno, l'Umanità si ignorava. Ogni nazione chiamava barbari gli stranieri, li trattava siccome tali, e ne cercava colla forza o con l'arte, la conquista o l'abbassamento. Ogni nazione aveva stranieri e barbari nel suo seno, uomini, milioni d'uomini non ammessi ai riti religiosi dei cittadini, creduti di natura diversa, e schiavi fra i liberi”.………  “Non dite: l' Umanità è troppo vasta, e noi troppo deboli. Dio non misura le forze, ma le intenzioni. Amate l'Umanità. Ad ogni opera vostra nel cerchio della Patria o della famiglia, chiedete a voi stessi: se questo ch'e io faccio fosse fatto da tutti e per tutti, gioverebbe o nuocerebbe all'Umanità? e se la coscienza vi risponde nuocerebbe, desistete: desistete, quand'anche vi sembri che dall'azione vostra uscirebbe un vantaggio immediato per la Patria o per la Famiglia”.
……….  “L'Educazione insegna qual sia il Bene sociale. L' Istruzione assicura all' individuo la libera scelta dei mezzi per ottenere un progresso successivo nel concetto del Bene”.
Giuseppe Mazzini “Doveri dell’uomo”


27 maggio 2017

Mozione approvata alla unanimità dalla Assemblea degli iscritti alla Sezione di Gallarate della Associazione Mazziniana Italiana

 I cittadini gallaratesi iscritti alla Associazione Mazziniana Italiana, riuniti in Assemblea il 27 maggio 2017, esprimono viva preoccupazione per il deterioramento dei rapporti fra la Amministrazione Comunale e le comunità straniere presenti in città.

La chiusura dello “sportello per l’immigrazione” a Gallarate, così come i limiti posti al proseguimento delle attività scolastiche per adulti, integrative e di supporto alla scuola dell’obbligo, non favoriscono il necessario tentativo di integrazione dei cittadini stranieri residenti in città.

Inoltre, il diniego alle comunità islamiche di poter usufruire temporaneamente – neppure a pagamento – di spazi per funzioni religiose, rappresenta un ostacolo all’esercizio di un diritto umano, riconosciuto dalla nostra Costituzione Repubblicana.
I mazziniani gallaratesi ritengono indispensabile il ritorno a una politica attiva che possa cercare di favorire, anche in città, l’integrazione dei cittadini provenienti da nazioni straniere, arrivati spesso nel nostro paese con tradizioni culturali e credenze religiose diverse e a volte in evidente contrapposizione con i valori e con le conquiste civili della Repubblica Italiana.

Tutto questo senza inappropriati tentativi di assimilazione ma rivendicando il diritto e dovere di chiedere sempre e comunque, a chiunque nel Paese, il pieno rispetto delle Leggi che regolano la pacifica convivenza nel nostro Stato democratico.

In questa ottica il Comune in cui viviamo,

-          ha il Dovere di dare un fattivo contributo, per quanto gli compete, al grande sforzo a cui è chiamata la nostra Nazione per l’accoglienza dei cittadini stranieri profughi e richiedenti asilo. Nessuna comunità può esimersi da questo obbligo morale e civile;
-          ha il Dovere di governarne l’attuazione a livello locale, applicandone le regole ed effettuando l’indispensabile vigilanza e i necessari controlli nei confronti delle società e associazioni delegate alla assistenza ai migranti;
-          ha il Dovere di mettere in atto ogni possibile e utile iniziativa che favorisca la consapevole partecipazione dei cittadini di origine straniera alla vita cittadina e alla sua amministrazione;
-          ha il Dovere di difendere i princìpi e i valori che stanno alla base della nostra Costituzione Repubblicana;
-          ha il Dovere di far conoscere ed esigere il rispetto delle Leggi dello Stato italiano e dei regolamenti che ne sono la concreta attuazione in città;
-          ha il Dovere di combattere ogni forma di xenofobia e razzismo.
      
Gli iscritti gallaratesi all’AMI, memori dei lunghi anni di esilio di Giuseppe Mazzini e nel solco del suo insegnamento e del suo fattivo impegno nella difesa dei diritti dei più deboli, nel campo dell’istruzione, dell’educazione civica e dell’associazionismo,

si impegnano
a mettere in atto, anche a livello locale, ogni possibile attività a sostegno di iniziative che possano favorire una giusta accoglienza e una corretta integrazione dei cittadini stranieri residenti in città, con particolare riferimento a quelle sul versante sociale e dell’istruzione,

chiedono
ai cittadini gallaratesi di unirsi in uno sforzo concorde per intraprendere insieme un percorso che rafforzi il sentimento di solidarietà che sta alla base dell’istituzione comunale.

 Il Presidente
Michele Rusca

https://www.facebook.com/Associazione-Mazziniana-Italiana-Gallarate-267078203763563/


mercoledì 12 aprile 2017

Programma iniziative dell'anniversario del 25 aprile a Milano, pervenutaci dalla F.I.A.P.

Riceviamo da Nicola Poggiolini


          
https://it.wikipedia.org/wiki/Brigate_Mazzini 
http://www.bellaciaomilano.it/1945/resistenza/brigate-partigiane/brigate-mazzini.html 



sabato 25 febbraio 2017

La bandiera storica che Milano regalò ai patrioti monzesi

Febbraio 2017 - Riceviamo da Gianna  Parri
Sezione A.M.I. di Monza (MB) Laura Solera Mantegazza

Cari  Amici , Finalmente la bandiera  storica  che Milano regalò ai patrioti monzesi in ringraziamento per la loro partecipazione alle 5 Giornate del '48, che l' AMI di Monza ha trovato e restaurato, è stata esposta al Museo Civico Casa degli Umiliati. nell'atrio della sala conferenze 

Per questo motivo  la prevista conferenza  "Donne del Risorgimento . Precorritrici dell'emancipazione femminile" che doveva  essere  tenuta alla Saletta Reale della stazione di Monza il 9 marzo, è stata spostata e sarà effettuata il 31 maggio  alle 17,45 - presso  il Museo Casa degli Umiliati.

Una seconda conferenza  " Monza nel Risorgimento e la bandiera delle Quattro Giornate "  sarà tenuta  il 15 giugno nello stesso luogo alle ore 21. 
In compartecipazione  con l'associazione Amici dei Musei di Monza, il Museo Civico e il patrocinio del Comune di Monza.

Per questo cambiamento di  luogo non so ancora se sarà possibile organizzare una mostra sulle Donne
Cari saluti, Gianna

martedì 21 febbraio 2017

A.M.I. – Proposta - Cambiare il nome della nostra Associazione in: Associazione Mazziniana Europea – A.M.E.


Febbraio 2017 - Riceviamo da Gianna  Parri e Chico  Sciuto

A.M.I.  –  Proposta                           
A:  
Presidente Nazionale
Direzione Nazionale
Segreteria Nazionale
Comitato Lombardo

In questo momento storico, a causa della lunga crisi economica e della continua ondata migratoria, in molti paesi europei si rafforzano  posizioni politiche nazionalistiche, ostili alla Unione Europea, non ancora realizzata nella sua interezza e considerata da alcuni l’origine stessa della crisi.
Si ritiene invece che, proprio per rispondere ai suddetti problemi economici e migratori, il percorso dell’ Unione deve essere rafforzato e completato con l’istituzione di una comune politica economica, con una Banca Europea con poteri equivalenti a quelli di una Banca Centrale di riferimento, una comune politica fiscale, una difesa e una sicurezza comuni,  una politica estera  che parli a nome di tutti gli stati membri per dare nuovo slancio ai princìpi di fratellanza fra i popoli propugnati da Mazzini, al documento di Ventotene e ai primi passi dei padri fondatori all’indomani della seconda guerra.  Si realizzerà in tal modo un vero stato federale europeo in grado di confrontarsi alla pari con le grandi economie mondiali.

Per evidenziare e sottolineare questa posizione europeista, in vista della prossima celebrazione del 60° della firma dei Trattati di Roma, in continuità con lo spirito e la lettera del documento emesso a conclusione della D.N. del 21 gennaio scorso a Milano, e del documento del Coordinamento regionale della Lombardia preparato per la stessa occasione, si avanzano le seguenti proposte che potrebbero evidenziare in maniera chiara la posizione della stessa Associazione Mazziniana :

Cambiare il nome della nostra Associazione in: Associazione Mazziniana Europea – A.M.E.
per indicare con maggiore evidenza e forza comunicativa lo spirito europeista.

Porre nel contempo l’obbiettivo di creare una rete di associazioni europee con princìpi e intenti condivisi, con cui manifestare la presenza di una maggioranza, finora silenziosa, a favore dell’Unione.

In subordine, se ciò non fosse di facile realizzazione per ragioni  burocratiche o altro, si propone di aggiungere al nostro tradizionale nome e logo un motto o un titolo come, per esempio, “Giovine Europa”, “Per l’Unità Europea”, “Europa Unita”.

Gianna  Parri
Chico  Sciuto

lunedì 23 gennaio 2017

Riceviamo da Eros Prina Presidente della sezione milanese A.M.I. - ASSEMBLEA NAZIONALE – SVOLGIMENTO




 Filmanto dello scoprimento della lapide.

* Venerdì 20 – Museo Risorgimento – h. 16,30– Mario Di Napoli scopre la lapide commemorativa del 70° fondazione AMI (1943) a Milano
Chico Sciuto legge l’incisa evocazione il cui testo venne stilato dal compianto Prof. Arturo Colombo
- presenti una trentina
* h. 17 Presentazione del volume “Il cuore della Repubblica” – Presenti circa 50 persone, una decina di AMI Milano tra i quali la nostra Maria Pia Roggero autrice del saggio “Giuseppe Tramarollo e la sua Associazione Mazziniana Italiana” (1961 – 1985). Presente pure Michele Finelli autore del saggio “Anticipare il futuro” – Sara Samori autrice del saggio “Dalla Resistenza alla Repubblica” – assente.
In cattedra il moderatore Antonio Carioti, Barbara Bracco, Giovanni Scirocco, Mario Di Napoli assenti gli annunciati Giuseppe Monsagrati e Marina Tesoro. Partecipa fuori programma: Roberto Balzani. Avvincenti e appassionatissime le tre relazioni

Sabato 21 -  h. 9,00 Monumento Mazzini – circa trenta persone – Deposito corona di alloro e foto di gruppo
* h. 10,30 Umanitaria – tavola rotonda su “Lo Stato della Repubblica” – Relatori: Giorgio Rebuffa - Roberto Balzani – Mario di Napoli – Giacomo Properzj e Paolo Lorenzetti (nella qualità di segretario – Sezione Milanese M.F.E.) Moderatore: Antonio Caponetto
– presenti circa settanta, convenuti da sezioni di tutta Italia, compresa Cagliari, Trento, Trieste, Gorizia, Napoli  e Palermo (le più lontane).

Di grande interesse le esposizioni dei relatori, concentrate sulla problematica italiana, sull’incognita USA/Trump, sulle elezioni in Francia e Germania, con particolare dissertazione dedicata alla Comunità Europea ed al significativo ruolo dell’Italia.
Dopo il pranzetto nel ristorante locale, un gustoso piatto unico, dolce e caffè offerti da AMI Nazionale ad una cinquantina di commensali; dalle 15,00 fino alle 18,30 si è tenuta la riunione della D.N. AMI allargata ai presidenti delle sezioni AMI, ai segretari, ai past-presidents, in tutto una trentina.

Dopo la prolusione del Presidente si sono succeduti numerosi interventi, tutti a titolo personale, anche se in esordio veniva ricordato il nome e la sezione di appartenenza.
Voglio ricordare, fra tutti:
a) l’intervento di Daniele Massarri presidente AMI – Piombino un uomo ancor giovane, pieno di passione ed entusiasmo il quale ha enumerato le iniziative e le realizzazioni in corso e periodiche di AMI –Piombino
b) l’intervento di Alessandro Andreini di Livorno, uomo ispirato a valori mazziniani, appassionatamente impegnato in molteplici obbiettivi, primo fra i quali la collocazione del busto di Mazzini in Santa Croce. Ha lamentato la mancanza della “Costituzione Europea” annunciando che uno storico livornese è pronto e documentato per elaborare l’importante documento, ed ha auspicato l’adesione di AMI Nazionale.
(Osservo che analogo auspicio fa parte del programma elaborato dal Comitato Regionale Lombardo, la cui lettura è disponibile sul sito AMI).

A me, presidente della sezione milanese, è stato accordato di aprire la tornata  con la lettura del mio intervento che troverete accluso alla presente ed in proposito del quale preciso quanto segue:
1) è a titolo personale
2) tutte le evidenze in termini di riforme realizzate sono documentate
3) anche ogni richiamo agli apprezzamenti internazionali su Matteo Renzi e sulle riforme del Governo è documentato
Quindi non si tratta di opinioni personali, bensì di fatti concreti.
Mia opinione è invece il giudizio conclusivo sull’esito referendario e l’auspicio per il futuro del “Sistema Paese”.

Mi piace ricordare che Alessandro Andreini ha concluso la sua esposizione dichiarandosi completamente in linea con il mio intervento.
Importante, infine, la decisione nazionale di partecipare, unitamente al movimento federalista, alla manifestazione indetta per il 25 marzo 2017 a Roma in contemporanea col vertice dei Capi di Stato e di Governo, a sostegno dell’appello “Cambiamo rotta all’Europa”.
Concludo ringraziando Maria Pia Roggero, Giacomo Properzj, Paolo Lorenzetti e Chico Sciuto per il prestigio procurato alla nostra sezione.
Un fraterno saluto.

Il Presidente della sezione milanese
Eros Prina

COMPENDIO INTERVENTO AMI CONSIGLIO NAZIONALE ALLARGATO
21 GENNAIO 2017
Apro il mio intervento con la lettura delle tre righe inviate il 24 ottobre scorso al Corriere, dopo aver letto l’articolo pubblicato il 19 ottobre dal titolo “Meno contratti stabili e più licenziamenti”.

Ve le leggo:
Confortante leggere che le “uscite per giusta causa” o “giustificato motivo soggettivo” sono in crescita del 28% (da 36.000 a 46.000) grazie alla introduzione del jobs act: una svolta che rappresenta un implicito riconoscimento per i lavoratori responsabili e consapevoli non solo dei propri diritti ma anche dei loro doveri.
Altro conforto è stato l’apprendere in questi giorni che sia i “furbetti del cartellino”, sia i finti invalidi vengono licenziati in virtù della vigente Riforma della Pubblica Amministrazione, nota come la Riforma Madia. Mi piace ricordare, in proposito, che una delle mie due comunicazioni al Congresso dei Dottori Commercialisti tenutosi nel 1970 all’EUR, era titolata “Il problema dei problemi italiani ovvero la riforma burocratica”.

Una riforma invocata e perseguita da decenni la cui attuazione basterebbe da sola ad illuminare l’operato di un Governo. Non intendo, tuttavia, sminuire la valenza dell’altra legge destinata al
sistema produttivo privato, nota con il nome di Jobs Act i cui effetti positivi, apprezzati anche dagli investitori stranieri, sono in continuo seppur lento miglioramento.

L’impronta che caratterizza queste due riforme è il rispetto dei doveri imposto sia ai datori di lavoro, sia ai lavoratori, con la conseguente sterilizzazione della pervicace difesa che le forze sindacali, e una certa componente della magistratura, hanno impugnato per decenni a sostegno incondizionato del diritto al posto di lavoro, ignorando, appunto, i rispettivi doveri.
E noi mazziniani sensibili per scelta, tradizione ed ispirazione al valore de “I doveri dell’uomo” dovremmo essere i più qualificati per valutare l’importanza delle due riforme dianzi commentate.Però ritengo che anche la Riforma del Terzo Settore meriti un lodevole apprezzamento perché è rivolta al riconoscimento e al potenziamento dell’operosità e dell’impegno di almeno tre milioni di cittadini,

controfaccia sociale dei dolosi furbetti, ma anche dei numerosi qualunquisti apatici e scettici, quella moltitudine che nel lontano 1925 (anno della mia nascita) Einaudi definiva “rozzi, incolti e procaccianti” Altra riforma incisiva è quella denominata “La buona scuola”, le cui prescrizioni, calate nella variegata realtà dell’istruzione pubblica, stanno ottenendo non solo accondiscendenze, ma soprattutto clamorose critiche meritevoli di attenzione per i necessari aggiustamenti.
L’attività riformatrice ha interessato anche i beni culturali, con riflessi positivi sul turismo; il rilancio dell’agricoltura; la nuova legge “Dopo di noi” per assicurare l’assistenza postuma a persone con gravi disabilità; il divorzio breve; il canone Rai; lo scioglimento di Equitalia; ecc.

Ricorderete che il settembre scorso OBAMA, in pieno G20 in corso a Hangzhou, ha espressamente citato, come modello da seguire, le riforme messe in campo dal Governo Italiano per far ripartire il Paese. Da sottolineare, infine, la svolta dignitosa impressa ai rapporti con l’Unione Europea.

In generale è la crescita della fiducia dei consumatori e degli imprenditori che da alcuni mesi a questa parte si manifesta, evidentemente stimolatadalla constatazione che lentamente ma costantemente l’occupazione cresce.
E’ vero che l’Istat, contestualmente all’aumento dell’occupazione, segnala anche l’aumento della disoccupazione giovanile (il che appare contraddittorio ad una prima lettura): ma quando si legge che tale aumento è determinato dalla scelta di migliaia di giovani di uscire dalla compagine dei rinunziatari per immettersi nella schiera degli aspiranti lavoratori (appunto i disoccupati), si capisce che anche questa scelta è un segno di fiducia nel futuro.

Un episodio sintomatico l’ho vissuto ascoltando una trasmissione serale (Piazza Pulita) laddove, alla domanda del conduttore circa l’indicazione della loro alternativa a Matteo Renzi, il giornalista Damilano (Repubblica) proponeva De Magistris (e non vi dico il brusio dei presenti), mentre il
secondo autorevole giornalista (non ricordo il nome) di Libero (quotidiano notoriamente contrario a Matteo Renzi) sviluppava il suo pensiero in questi termini: “Matteo Renzi ha dimenticato di essere un giovane di 41 anni. Avesse abbandonato totalmente l’arengo politico, dopo qualche tempo si
sarebbero recati da lui in ginocchio per convincerlo a ritornare”. Una fantastica omologazione.
Concludo ribadendo la mia fiducia nell’uomo Renzi e nelle sue speciali doti di leader, piuttosto stimato anche dai referenti stranieri tanto che poco tempo fa un importante uomo politico statunitense, il Segretario di Stato Kerry, lo ha definito “una risorsa per l’Italia e per l’Europa”.
Sta scritto che solo l’inerte non commette errori e che chi ha cessato di imparare è vecchio.

E se lo sciagurato esito referendario ha un merito, è quello di aver contribuito ad ampliare l’esperienza di Matteo Renzi, al quale incombe oggi il dovere di gestire accortamente, per il bene del Sistema Paese, la scelta compatta di 13 milioni di Sì.

Un fraterno saluto a tutti.
Eros Prina

venerdì 20 gennaio 2017

Milano – Sabato 21 gennaio 2017 - Direzione Nazionale Associazione Mazziniana Italiana onlus

Mazziniani in riunione

Il Coordinamento Lombardo della A.M.I. è nato nel 2016 con lo scopo di riunire tutte le sezioni attive della Lombardia per coordinare e condividere le iniziative e cercare di supportare le sezioni in difficoltà, consapevole dei tanti problemi organizzativi, ad iniziare dalla scarsità di nuove iscrizioni . E’ formato dai rappresentanti delle sezioni di Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Gallarate.
Si è riunito più volte a Milano, Voghera, Bergamo e Monza . Ha nominato il coordinatore nella persona di Pierantonio Volpini, ha approvato il regolamento, ha creato un sito dedicato http://mazzinianilombardi.blogspot.it/2016/03/coordinamento-regionale-della-lombardia.html ed un database degli iscritti della regione. Ha programmato alcuni eventi di cui il primo sarà a Monza – 9 marzo Saletta Reale “ Le donne del Risorgimento anticipatrici dell’emancipazione femminile”. -
Si è riunito a Monza in data 13 gennaio 2017 in vista della Direzione Nazionale aperta a tutti i presidenti di sezione fissata il 21 gennaio a Milano, con l’intento di individuare un argomento condiviso da proporre alla Direzione Nazionale.

In continuità con la lezione mazziniana della Giovine Europa, in nome della “Eguaglianza e nella Fratellanza degli Uomini e nella Eguaglianza e nella Fratellanza dei Popoli” ( Atto di fratellanza , Berna 15 aprile 1834 ) in considerazione della difficile situazione che sta vivendo l’Unione Europea e, singolarmente, gli Stati nazionali europei, riteniamo che l’argomento più cogente e nel contempo mazzinianamente unificante sia l’Europa. L’idea più recente dell’unificazione europea è nata a Ventotene durante la seconda guerra mondiale, nel 1941 , grazie a giovani politici antifascisti e democratici con l’obbiettivo di evitare nuove devastanti guerre fratricide e, riconoscendosi accomunati da una comune origine culturale, trovare accordi politici, economici e scopi comuni fra stati europei. È stata portata avanti da grandi statisti che hanno saputo superare e fare superare ai propri concittadini rancori, timori, antiche inimicizie in nome di un futuro libero dalla guerra e prospero grazie ad accordi di libero scambio .

Il prossimo 25 marzo si celebrerà a Roma il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma. Ma l’Unione Europea che da 70 anni ha goduto della pace, è oggi fortemente messa in discussione da tanti movimenti politici presenti in tutte le Nazioni, a partire dall’Italia, dalla Francia dall’Olanda ed altri. Questi paesi, contestando la moneta unica, l’euro, e le regole economiche che appaiono oggi troppo stringenti, facendo leva sul disagio reale della lunga crisi economica, dell’ondata migratoria e sul timore del terrorismo, solleticano lo scontento di molti cittadini che appaiono pronti a sostenerli nelle prossime elezioni e quindi a rimettere in discussione l’Unione stessa, senza considerare le possibili conseguenze .
Nell’ era della globalizzazione con le grandi potenze economiche che decidono le sorti di tutto il mondo, ogni singola nazione europea, da sola, sarebbe politicamente impotente ed economicamente debolissima.
La recente uscita dall’Unione della Gran Bretagna, inimmaginata fino al momento del risultato referendario, ha suonato un allarme forte e reale ed impone ai partiti, ai movimenti politici e ai sodalizi culturali di antica ispirazione democratica come l’AMI, una seria riflessione ed un impegno costante allo scopo di rilanciare il messaggio di Mazzini in veste attuale .
Riteniamo che la Mazziniana debba impegnarsi almeno in tutto il 2017 a far sentire la propria voce sulla necessità di fare passi avanti importanti per:
  • eliminare regole inique e talvolta umilianti che creano diffidenza fra gli stati ;
  • chiedere la semplificazione della burocrazia che crea distanza fra istituzioni e cittadini;
  • unificare gli elementi basici delle regole del vivere civile : armonizzazione delle fiscalità;
  • attuazione della difesa comune , di una comune politica estera;
  • attuare una equa condivisione dell’accoglienza dei migranti che ne abbiano il diritto.
Non vediamo al momento statisti con una visione aperta al futuro, al bene comune non preoccupati solo di non scontentare il proprio elettorato, in grado di persuadere i propri concittadini della necessità di ritrovare la strada dell’unità, in nome della pace, del progresso civile, della prosperità economica .
I Mazziniani dovranno farsi testimoni e portatori di questo messaggio.

Proponiamo quindi che la Mazziniana si impegni ad organizzare in tutta Italia dei singoli dibattiti sui temi prima citati:
  • L’euro , ovvero una politica monetaria basata sullo sviluppo e non solo sull’austerity.
  • Politica estera comune che parli in nome dell’Unione Europea e non subordinata ai singoli stati.
  • Difesa comune e strategia comune contro il terrorismo internazionale.
  • Armonizzazione europea attraverso una politica fiscale e una giustizia comune.

Come mazziniani siamo convinti che per ritrovare lo spirito europeista sia necessario scrivere una nuova Costituzione europea . Più semplice ed essenziale , comprensibile da tutti, che unisca gli stati ed i cittadini e li faccia sentire figli di una stessa matrice culturale; ma sia prima indispensabile saper suscitare dibattiti ed eliminare almeno una parte delle diffidenze e le contrarietà verso una Istituzione che è vissuta come lontana e matrigna.

Il Coordinamento Regionale Lombardo